L’agricoltura di prossimità merita di essere difesa e promossa

La nostra alimentazione dipende per quasi la metà del totale da importazioni dall’estero e purtroppo il mondo agricolo locale è in difficoltà. In Mendrisiotto, ma la situazione è analoga nel resto del cantone, le aziende agricole sono confrontate con una serie di problemi che possono mettere a repentaglio la loro sopravvivenza: terreni coltivati molto frammentati e generalmente non di proprietà di chi li lavora, insicurezza della disponibilità di parcelle coltivabili a medio e lungo termine perché non raramente i proprietari preferiscono evitare di sottoscrivere contratti ufficiali, forte sviluppo dei vigneti a detrimento di colture dedicate alla produzione di derrate alimentari, edificazione di terreni non agricoli finora utilizzati dagli agricoltori, orientamenti pianificatori comunali volti a ridurre ulteriormente i terreni coltivabili ecc. Per quest’ultimo aspetto significativa è la situazione di Mendrisio: nella zona Campagnadorna, in prossimità di Genestrerio, vengono coltivati da sempre terreni di ottima qualità e produttività sui quali le attuali disposizioni pianificatorie prevedono l’edificabilità di strutture a vocazione sportiva / ricreativa. Sarebbe veramente peccato privare gli agricoltori momò di terre coltivabili particolarmente fertili; meglio sarebbe  mantenere l’attività agricola della Campagnadorna e cercare ubicazioni  alternative  per attrezzature pubbliche sportive e ricreative.

I comuni e le autorità cantonali possono e devono fare molto per promuovere la nostra agricoltura. Saranno ancora di più incentivati a farlo se il prossimo 23 settembre il popolo svizzero approverà in votazione l’iniziativa “Alimenti equi”, iniziativa che intende ancorare nella Costituzione federale alcuni principi volti ad assicurare a tutti i cittadini un cibo di qualità migliore, preferibilmente locale e prodotto nel rispetto dei lavoratori agricoli, dell’ambiente e degli animali.

Rolando Bardelli – I Verdi del Mendrisiotto