Un salario davvero dignitoso

Sono passati sei anni dal lancio dell'iniziativa per un salario dignitoso, eppure il governo e la maggioranza dei partiti non sembrano non avere nessuna intenzione di applicare il testo votato dal popolo nel giugno del 2015. E intanto in questi sei anni la situazione è ulteriormente peggiorata: il salario mediano è calato in molti rami economici, i disoccupati ILO sono nuovamente saliti a quota 12'700 e non si contano più i precari, obbligati a sbarcare il lunario con lavoretti malpagati. Basti pensare che oltre 2'000 persone occupate hanno dovuto rivolgersi all'assistenza perché il loro salario non è sufficiente per vivere.

Negli scorsi giorni su LaRegione è apparsa una lettera dell’avvocato e già procuratore pubblico Luca Maghetti che metteva in evidenza alcune contraddizioni importanti del nostro sistema economico che vede crescere il divario tra ricchi e classe media. Maghetti riconosceva ai Verdi il merito di trattare il tema dell’economia in una chiave diversa e meno demagogica rispetto agli alti partiti. Maghetti nel suo intervento, peraltro in buona parte condivisibile, parla tuttavia a torto di un salario minimo di 3'200 franchi fissato dalla giurisprudenza del Tribunale Federale. Il Tribunale Federale, chiamato a dirimere i ricorsi degli industriali di Neuchâtel, ha in realtà detto alcune cose molto interessanti. Innanzitutto ha vidimato l’utilizzo dei limiti della prestazione complementare nel calcolo del salario minimo sociale, ma ha anche messo in evidenza come per persone attive professionalmente tale salario possa comprendere anche una parte destinata alle spese professionali finalizzate al conseguimento di un reddito, che evidentemente i pensionati non hanno. Applicando quindi i parametri vidimati dal Tribunale Federale un salario sociale minimo per il Canton Ticino per il 2019 ammonterebbe circa a fr. 21,48 orari che su base mensile ammonterebbero a fr. 3'882.- per dodici mensilità. Dal punto di vista politico è evidente che nell’ambito di una fase transitoria e di adattamento si può immaginare un salario iniziale leggermente inferiore a questa cifra, ma in ogni caso sappiamo che con i paletti fissati dal TF a 21,50 all’ora possiamo arrivare. Avremmo così gli strumenti per fare davvero gli interessi dei lavoratori residenti e nel contrastare un mercato del lavoro che favorisce in primo luogo i frontalieri a seguito della possibilità di accettare salari davvero poco dignitosi. Un aspetto centrale che sembra invece non interessare tanto alla maggioranza dei politici che su frontalieri ed economia a basso valore aggiunto costruiscono il loro successo.

Ronnie David Co-coordinatore Verdi del Ticino