Il lupo cattivo: sì, ma solo nelle favole!

I rapporti tra uomo e lupo non sono sempre stati conflittuali, anzi. Migliaia di anni fa, essi vennero addomesticati, dando vita a quello che oggi comunemente chiamiamo cane. Nei secoli divenne un nostro grande alleato nella caccia, nella difesa e nel trasporto, arrivando oggi ad essere l’animale da compagnia per eccellenza.
E il lupo? Ad un certo punto della sua evoluzione, l’uomo ha iniziato ad espandere il suo territorio invadendo quello del lupo come quello di altri grandi predatori, a tal punto da causarne quasi l’estinzione, rendendone necessario l’inserimento tra le specie protette.

Ad oggi in Svizzera se ne contano poche decine di esemplari e nessun attacco è stato mai registrato nei confronti dell’uomo. È un animale talmente schivo che è persino difficile avvistarlo. Ma allora come mai il lupo viene tanto temuto?
In realtà esso rappresenta un’importante parte nella biodiversità alpina. In particolare, nutrendosi prevalentemente di selvaggina e prediligendo le prede più facili come gli esemplari anziani o malati, contribuisce a mantenere sana la popolazione selvatica.

Purtroppo però, anche gli animali da allevamento non adeguatamente custoditi rappresentano una preda facile. Questo problema sarebbe facilmente arginabile: allevando cani appositamente addestrati e recintando adeguatamente i pascoli, per esempio. Ma tutto questo ha un costo elevato, ragion per cui risulta più comodo allontanare, se non addirittura eliminare del tutto il “lupo cattivo".

Diverse associazioni ambientaliste si sono attivate per sensibilizzare le persone ed aiutare gli allevatori in tal senso. Il WWF ad esempio da diversi anni si occupa di formare volontari che assistono i pastori negli alpeggi estivi, aiutandoli a salvaguardare il bestiame. Contribuisce anche finanziando lo stallo invernale dei cani da protezione delle greggi, che vengono impiegati per questo scopo principalmente con la bella stagione. A tutela degli allevatori inoltre è già previsto un risarcimento da parte della Confederazione e dei Cantoni, per ogni capo di bestiame abbattuto dal lupo nonostante le misure di protezione applicate.

I presupposti per una buona convivenza quindi ci sono. Manca solo la forza di volontà necessaria per affrontare il problema con coscienza e razionalità, nell'interesse di tutte le parti in causa. 

Recentemente, a seguito della notizia dell’abbattimento dell’Orsa KJ2 in Trentino (IT), qualcosa è cambiato. Le persone si sono maggiormente sensibilizzate nei confronti dei grandi predatori, lasciando sperare in un futuro più sereno per queste creature.
Una coesistenza pacifica tra tutte le specie non solo è possibile, ma è fondamentale per la sopravvivenza del pianeta. Tocca a noi, in qualità di “specie più intelligente” su questa Terra, fare il primo passo.