Una riforma non equilibrata

Non ci meritiamo questa Riforma III dell’imposizione delle imprese. Dobbiamo votare no e spingere il Parlamento a modificare il testo in votazione, perché questa riforma non va bene. La competitività fiscale del nostro Paese è importante ma per la maggior parte delle imprese lo sono altrettanto anche altri servizi, il cui finanziamento con la Riforma III verrebbe pregiudicato.
Infatti, in questo periodo di stagnazione secolare, a minori tasse non corrisponde necessariamente più attività economica e tanto meno più gettito fiscale.

La Riforma III non va bene perché non è equilibrata. Il parlamento federale ha modificato il testo di legge preparato dal dipartimento delle finanze stravolgendone le intenzioni. Con la Riforma III lo Stato (Confederazione, Cantoni e Comuni) non otterrà più dalle imprese le risorse fiscali necessarie per assicurare alla popolazione i servizi e le prestazioni sinora garantiti. Li dovrà finanziare aumentando l’imposizione dei cittadini o aumentando l’IVA. Oppure sarà costretto a ridimensionare drasticamente il suo ruolo e il dubbio è che questo sia proprio ciò che alcuni perseguono.

La Riforma III non va bene, perché gli incentivi per la ricerca e lo sviluppo sono eccessivi e dispersivi: il Patent Box prevede un’esenzione fino ad un massimo del 90% degli utili relativi ai diritti di proprietà intellettuale. Fintanto che non è specificato esattamente di quali diritti si tratta, non sappiamo quali imprese si intendono mantenere/attirare sul nostro territorio e con quali conseguenze sociali/ambientali. Inoltre, i costi generati per la ricerca e lo sviluppo (ma è possibile controllare che un’impresa abbia veramente sostenuto tali costi per la ricerca?) potranno essere dedotti nella misura del 150%. Secondo quale principio, a un’impresa che investe 10 milioni nella ricerca dovrebbe essere consentito di dedurre 15 milioni di spese?

La Riforma III non va bene perché non contiene incentivi fiscali vincolati al reinvestimento (socialmente sostenibile) degli utili nell’economia reale svizzera. La Riforma III è dannosa perché inasprisce la concorrenza fiscale intercantonale e intercomunale: vi sarà una concorrenza al ribasso delle aliquote cantonali sulle imprese e dei moltiplicatori comunali d’imposta, che causerà un’ulteriore diminuzione del gettito fiscale delle imprese.

I meccanismi perequativi, che provvedono al riequilibrio delle risorse tra i Cantoni e tra i diversi Comuni di uno stesso Cantone, disporranno di dotazioni sempre più piccole e verranno sempre più messi in discussione. Le tensioni tra i Comuni e tra i Cantoni si inaspriranno. Dateci un’altra riforma. Questa non ce la meritiamo.