Considerazioni sull'esito delle votazioni del 28 febbraio

La sconfitta sul Raddoppio del Gottardo pesa come un macigno sul futuro del Cantone Ticino. I Verdi promettono di rimanere vigili e propositivi, come hanno sempre fatto, per diminuire il traffico su gomma al Gottardo, ma anche sulla tratta autostradale. A proposito del Mendrisiotto, una regione fortemente inquinata dal traffico veicolare, i Verdi ricordano che molte misure da loro proposte (tra questo l’obbligatorietà della mobilità aziendale) sono state bocciate in Parlamento cantonale proprio da chi ha sostenuto il raddoppio.

I Verdi sono invece soddisfatti per il No del popolo e dei cantoni all’iniziativa UDC. Accogliere questa iniziativa avrebbe equivalso ad aprire una falla insanabile nel nostro stato di diritto e violare i diritti fondamentali di ogni essere umano, sanciti tanto dalla Costituzione svizzera che dalla Convenzione sui diritti dell’uomo. Preoccupa invece l'esito cantonale, ciò significa che la politica non ha fatto ancora abbastanza per arginare il senso di insicurezza della popolazione.

Un altro dato rassicurante è l’esito della votazione sull’iniziativa PPD. L’iniziativa avrebbe favorito poche famiglie benestanti a discapito della maggioranza dei contribuenti con una perdita per le casse pubbliche di ben 2,3 miliardi di franchi. I Verdi si augurano comunque che il Parlamento federale si chini al più presto sulla tematica sollevata dall’iniziativa ed introduca un sistema di tassazione individuale che possa risolvere definitivamente i problemi delle disparità fiscali tra le coppie sposate, i concubini e le altre forme di convivenza.

Sulla bocciatura dell’iniziativa della GISO contro la speculazione sulle derrate alimentari i Verdi non possono che dispiacersi. Tuttavia l’appuntamento con gli elettori è solo rimandato. Infatti, su questo tema vi sono interessanti iniziative che meriteranno di essere sostenute – quella dei Verdi “Cibo giusto – per alimenti equi”, come pure l’iniziativa popolare per la quale si raccolgono ora le firme “Per la sovranità alimentare”. Mettiamoci subito al lavoro per sostenerle!

Siamo infine delusi del Sì all’estensione degli orari di apertura dei negozi; perché è una proposta irrispettosa nei confronti di chi lavora in questo settore e non è sicuramente da considerare un passo avanti per l’economia ticinese, perché nei piccoli commerci sarà difficile estendere gli orari senza peggiorare le condizioni di lavoro. L’esito di questo voto è un segnale preoccupante, perché non è in questa direzione che l’economia dev’essere spinta – il Ticino non può pensare di rilanciare il commercio puntando su misure tanto discutibili. Un’occasione mancata per mandare un segnale chiaro contro l’estensione e la deregolamentazione del lavoro, in un settore già molto precario e soprattutto ancora prima che venga applicata l’iniziativa sui salari dignitosi.

Per la Direzione I Verdi Ticino
Nadia Pittà Buetti