Accordo fiscale: l’ora della chiarezza

In una lettera al Consiglio di Stato i Verdi chiedono che le posizioni dei contrari siano portate a conoscenza del Consiglio federale. E che i partiti prendano finalmente posizione in modo chiaro.

Sull’accordo fiscale tra Svizzera e Italia bisogna che ognuno assuma le proprie responsabilità. Governo, Parlamento e partiti devono partecipare attivamente a questo passaggio cruciale per il futuro del nostro Cantone e dei suoi cittadini. Il tempo delle meline e delle posizioni annacquate è finito: le forze politiche hanno il dovere verso i ticinesi di dire con chiarezza e trasparenza da che parte stanno. Di dire sì o no a quanto concordato tra i due Paesi.

I Verdi del Ticino hanno inviato ieri al Consiglio di Stato una lettera (leggi in allegato) in cui esprimono la loro posizione contraria alla bozza di intesa tra Berna e Roma. Secondo il nostro Movimento l'accettazione di questo accordo sarebbe dannosa e umiliante per il nostro Cantone. Al Governo, in qualità di rappresentante delle nostre istituzioni democratiche presso la Confederazione, abbiamo chiesto di fare presente al Consiglio Federale che in Ticino larghi strati dell’opinione pubblica e del mondo politico si oppongono e si opporranno a questo accordo

I Verdi del Ticino sono altresì convinti che il Gran Consiglio, nel suo ruolo di cinghia di trasmissione della volontà popolare, non possa astenersi dal prendere una posizione su un passaggio di tale portata storica. Non da ultimo, siccome nella bozza di accordo viene messa assurdamente in discussione una decisione importante appena presa dal Parlamento (aumento moltiplicatore per i frontalieri), è ancora più necessario che il Legislativo faccia sentire la sua voce. Per queste ragioni abbiamo presentato una risoluzione da inviare alle camere federali, a cui spetta il voto definitivo sull'accordo, in cui chiediamo che la bozza di accordo tra Italia e Svizzera, così come proposta nelle sue linee guida, venga respinta.  

Confidiamo che i gruppi politici presenti in Parlamento, quale che sarà il loro voto, si assumano la responsabilità di prendere una posizione netta davanti al Paese, senza nascondersi dietro tattiche paludose per paura esporsi in un periodo pre-elettorale. Il Ticino ha pochissimo tempo per far pesare la sua posizione e tentare di invertire la rotta sciagurata concordata tra Berna e Roma sulle spalle dei nostri concittadini. Ci affidiamo alla responsabilità degli altri partiti affinché prevalga la necessità che il Legislativo si esprima su una tema così cruciale, rispetto ai purtroppo consueti calcoli partitici ed elettorali.  

 

Allegato:
La lettera dei Verdi al Consiglio di Stato