Perché non si fanno eleggere dal Mediamarkt?

In margine alla votazione in Gran Consiglio sulla tassa di collegamento - bocciata da PLR, PPD e UDC per 4 voti - Sergio Savoia riflette sulla relazione tra eletti ed elettori, e sugli interessi (di chi?) difesi dai banchi del Parlamento.

 Foto: ticinonews.ch

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Poi arriveranno tutti, in campagna elettorale, a spiegarvi quanto gli sta a cuore l’ambiente anche a loro (“che mica i Verdi c’hanno il monopolio”); e quanto li preoccupa la sorte degli abitanti del Sottoceneri; e come anche loro ritengono sia essenziale mettere un freno al traffico, ai frontalieri, alla logistica.

A quel momento lì, mentre li guarderete in qualche dibattito televisivo, o leggerete qualche casta letterina della candidata PLRT o del maggiorente PPD, dovrete ricordarvi che, quando c’era la possibilità di fare qualcosa, FARE QUALCOSA porca di quella miseria! questi qui hanno preferito accodarsi, come soldatini, bravi fantaccini agli ordini della grande distribuzione, dell’AITI, della cosiddetta “economia”. Quando dovevano scegliere tra i vostri interessi a non farvi catramare i polmoni, a poter uscire di casa senza finire in un ingorgo, a mettere fine all’abusivismo dei posteggi, ecc ecc, questi non hanno scelto voi.

Del resto l’ha detto bene uno dei deputati meno dotati ma più involontariamente e comicamente sinceri, Rinaldo Gobbi, quando ha usato l’espressione “gli interessi che io qui rappresento”. Ecco, non rappresentano voi, rappresentano “gli interessi” di qualcuno.
E allora perché non si fanno eleggere dal Mediamarkt?
 

Sergio Savoia
coordinatore dei Verdi del Ticino