Della sinistra ovvero: quasi un manifesto

 

Cosa sono i Verdi? Che cos'è la sinistra? Sergio Savoia condivide i suoi pensieri sulla (buona) politica.

I Verdi non sono un partito; non sono di destra né di sinistra. E neppure di centro. Come potrebbe un movimento che si vuole nuovo costruire il proprio futuro su schemi novecenteschi? Schemi vetusti che ancora oggi imprigionano i partiti in gabbie ideologiche che li separano dai fatti, li allontanano dalla realtà.

In questi quattro anni di legislatura abbiamo impostato la nostra azione ponendoci, con la massima umiltà, all'ascolto dei cittadini. Questo ascolto è stata la nostra prima priorità. Per numerosi atti concreti abbiamo tratto spunto dai loro bisogni, dalla loro sofferenza ma anche dai loro entusiasmi e da quella ottimistica cocciutaggine che li spinge, nonostante tutto, a sperare in un futuro migliore.

In secondo luogo abbiamo cercato di valutare le proposte degli altri partiti senza farci condizionare dalla primogenitura. Abbiamo detto sì alle idee che ci sembravano buone; no alle altre. Ma sempre entrando nel merito, non giudicando l'autore ma l'idea.

Infine, abbiamo cercato di convincere il maggior numero di deputati delle altre forze politiche a sostenere i nostri progetti. E con soli sette deputati siamo riusciti a concretizzare un numero incredibile di proposte soprattutto in ambito ambientale, sul mercato del lavoro e nel sociale.

I Verdi sono anche questo: un metodo nuovo, un approccio diverso.

Un paio di anni fa, proprio per consolidare questo metodo politico all'interno del nostro movimento, avevo promesso che avremmo aperto le porte del partito a coloro che volevano impegnarsi a costruire con noi il nostro movimento. Da allora numerosissime persone di diverse aree politiche (socialisti, cattolici, perfino conservatori) hanno deciso di mettere la loro esperienza al servizio di questo nuovo progetto. E con loro anche persone che non sono mai state attive in politica.

Un progetto razionale e comprensibile a tutti. In questo progetto alcuni punti chiari e razionali saranno l'impalcatura non negoziabile del nostro programma. Essi costituiranno la base dell’impegno che sottoscriveranno con i ticinesi tutti coloro che si candideranno nelle nostre fila. L'adesione di una personalità della levatura politica, professionale e umana di Franco Denti è solo il caso più eclatante di un processo che coinvolge tanti uomini e donne e che è tutt'ora in atto (la prossima settimana a Lugano incontrerò una sessantina di cittadini di varissima estrazione accomunati dalla volontà di “dare una mano” al cambiamento).

All'inizio di gennaio tireremo le fila di tutto questo grande cantiere – possibile soprattutto grazie al lavoro disinteressato, e svolto dietro le quinte, degli uomini e delle donne attivi a vario titolo nei Verdi. All’inizio di gennaio lo presenteremo ai ticinesi e alla nostra base. Stiamo dando alla luce una grande forza popolare e progressista in grado di puntare concretamente al Governo e a dare un impulso importante al cambiamento del nostro amato Ticino.

Questa sono la storia e il futuro dei Verdi. Ma se permettete vorrei spendere, senza annoiarvi, due parole sulla mia storia personale. Tutti sapete che la mia storia politica nasce a sinistra. E "sinistra" è ancora per me una parola bellissima, piena di emozioni e significati. Ed è per questo che mi fa rabbia e tristezza quando la vedo ostaggio di un manipolo di vecchi hooligan della nomenklatura che la violentano, la sviliscono, la ingrigiscono, la piegano a squallidi interessi di bottega, per difendere con arroganza idee rivelatesi sbagliate o perché accecati dall'odio politico verso gli elettori e gli avversari.

E allora, per una volta, lasciatemi dire che cosa significa, con qualche esempio concreto, per me essere di sinistra.
 
Per me essere di sinistra significa difendere e combattere con ogni mezzo al fianco delle vittime sacrificali della Libera circolazione, dell'Europa delle banche, delle tecnocrazie e dei finanzieri, della globalizzazione. I nostri concittadini che hanno perso il lavoro, che sono stati umiliati e offesi da questo odioso trattato che fabbrica solo schiavi, povertà e inquinamento dovrebbero essere al centro delle preoccupazioni di una sinistra vera, che si ricorda che cosa vuol dire il proprio nome.

Essere di sinistra significa combattere in ogni occasione contro i poteri forti dell'economia, della finanza e della politica: sia quando affamano la gente con salari vergognosi, sia quando intendono trascinare il Ticino – in combutta purtroppo con una parte della dirigenza socialista -  in quella mostruosa cattedrale del cemento e del malaffare che è l'Expo di Milano

Per me essere di sinistra significa difendere gli artigiani e gli imprenditori onesti che, a causa della libera circolazione, si trovano in un regime di concorrenza sleale fatto di padroncini e speculatori senza scrupolo. Anche imprenditori e artigiani sono lavoratori, secondo me. Una sinistra vera, degna del proprio nome, li difenderebbe.

Essere di sinistra significa raccogliere 12'000 firme per introdurre nella Costituzione il principio che ogni categoria deve avere un contratto collettivo con un salario minimo di riferimento da concordare tra imprenditori e lavoratori.

Essere di sinistra significa aver capito che non ci sarà alcun futuro ecologicamente sostenibile per il Ticino dei nostri figli finché la libera circolazione sarà in vigore. Combattere contro questa Europa è la più grande battaglia ecologista che si possa fare oggi. Perché l'ecologia non è aiutare i rospi ad attraversare la strada, ma costruire una società in equilibrio con le proprie risorse e con l'essere umano e i suoi bisogni al centro.

Essere di sinistra significa fare delle proposte concrete affinché nel nostro Cantone venga proibita l'edificazione di qualunque centro di logistica che non lascia nulla sul territorio se non traffico e salari da fame.

Essere di sinistra significa comprendere che nessuna economia può assorbire 62'000 lavoratori provenienti dall'estero, un terzo della forza lavoro totale, senza che questo provochi un dissesto finanziario, sociale ed ambientale (50'000 auto al giorno!).

Essere di sinistra significa mettere al primo punto del programma dei Verdi il "no" al raddoppio del Gottardo e convincere quante più persone che non la pensano come noi a cambiare idea e a sostenerci: solo così in democrazia si vincono le battaglie.

Essere di sinistra significa combattere contro le centrali a carbone di Lünen finanziate con i soldi dei ticinesi e promosse e difese da uomini politici liberali, pipidini e socialisti. Investimento che oggi costa 50 milioni all'anno di perdite ad AET. Soldi nostri.

Per me essere di sinistra significa bloccare i ristorni fintanto che la Confederazione continuerà a vessare il mio popolo, perché essere di sinistra ed essere patriottici, avere l’orgoglio del proprio paese non sono cose in contraddizione.

Per me essere di sinistra significa che ogni cittadino ha il diritto di sentirsi al sicuro fra le mura di casa. E se per garantire questo diritto è necessario ripristinare i controlli alle dogane allora che si faccia subito. Perché essere di sinistra significa che le persone vengono prima dei trattati internazionali.

Essere di sinistra per me significa tendere la mano e accogliere a braccia aperte chi, disperato, bussa alle nostre porte. Ma significa anche capire che il Ticino e la Svizzera da soli non possono farsi carico di tutti gli immigrati d'Europa.

Essere di sinistra significa rispettare le regole della casa altrui ma anche far rispettare le regole di casa nostra.

Essere di sinistra per me significa dare priorità nelle preoccupazioni alle persone che vivono sul nostro territorio - indipendentemente dalla loro provenienza - e contribuiscono al benessere collettivo.

Per me essere di sinistra significa che prima viene la volontà dei cittadini e poi quella di Governo, Parlamento e di qualsiasi trattato internazionale. Perché, e lo ripeto! le persone vengono prima dei trattati internazionali!

Per me essere di sinistra significa credere nella saggezza del popolo e rispettare - e attuare - le sue decisioni.

Per me essere di sinistra significa combattere con ogni mezzo la povertà e le ingiustizie. Ma non significa fare la guerra ai ricchi quando la ricchezza è frutto di onestà e lavoro, e contribuisce a finanziare i nostri pilastri sociali, dunque i più deboli.

Essere di sinistra significa avere uno Stato che fa pagare lo stretto necessario di imposte perché sono soprattutto le persone che guadagnano meno che faticano a pagare le tasse.

Per me essere di sinistra significa opporsi a qualunque taglio lineare nel sociale.

Per me essere di sinistra significa una cassa malati pubblica inter-cantonale capace di concorrere contro le casse malati private e contrastarne gli abusi e i soprusi.

Per me essere di sinistra significa contrapporre il sorriso, il lavoro, le proposte concrete, il coraggio, all'odio, la frustrazione, il livore, il rancore e l'insulto che la vecchia dirigenza socialista - e le sue squadracce nei social network - riversa ogni giorno su partiti, politici ed elettori che non la pensano come loro

Essere di sinistra significa stare in mezzo alla gente e ascoltarla con la massima umiltà, non su un podio a predicare.

Per me essere di sinistra significa emozionarmi per il sostegno che ricevo quotidianamente da numerosi militanti ed elettori socialisti che hanno deciso di venire con noi per costruire insieme ai Verdi, a persone che vengono da altre esperienze politiche e a gente che di politica attiva non ne ha fatta mai, questa occasione di cambiamento per cambiare il Governo del Ticino.

Per me sinistra è amore, rispetto e ascolto. Se non è questo, non la si chiami sinistra. E se c’è questo, non mi interessa come si chiama.


Sergio Savoia
coordinatore dei Verdi del Ticino