AIM privatizzate, una scelta rischiosa 

È di questi giorni la notizia che la Società elettrica Sopracenerina, una SA completamente in mano pubblica, ha deciso di emettere una tassa speciale di quasi 300 franchi annuali a carico di quegli utenti che possiedono abitazioni in luoghi discosti, in quanto provocano oneri supplementari alla società. Una seconda notizia è quella del Canton Vallese il cui Governo si è schierato contro la Posta SA e le annunciate chiusure di centinaia di uffici postali.

Due attualissimi esempi di privatizzazioni deleterie per gli interessi del cittadino, alle quali poi bisogna cercare di porre rimedio tra mille difficoltà. Ecco un altro motivo per votare no alla privatizzazione delle AIM di Mendrisio: quando il profitto ha la precedenza sul servizio pubblico, i soldi vengono prima delle persone. E questo, presto o tardi, succederà anche a Mendrisio e i costi ricadranno sui cittadini, che però non potranno fare più nulla. Manager con salari che ancora non riusciamo a immaginare e che dovranno dimostrare di essere degni del loro stipendio, cercheranno di massimizzare il profitto del loro nuovo giocattolino a scapito di quello che è il vero scopo di una azienda che eroga energia elettrica: diminuire gli sprechi e produrre il maggior quantitativo di energia in modo pulito e locale. Non aumentare la cifra d’affari: lo scopo di un’azienda sana e forte è fornire l’energia che serve e non guadagnare soldi incentivando gli sprechi e le speculazioni sul mercato energetico, comprando per esempio energia nucleare solo perché costa un po’ meno. E queste decisioni di un Consiglio d’Amministrazione indipendente dal potere politico non saranno sottoposte a nessun controllo.

Un’ultima considerazione. Chi ha partecipato al dibattito di settimana scorsa a Canavée si sarà accorto della veemenza dei fautori della SA nel difendere le proprie posizioni: una violenza verbale, un’aggressività basata su attacchi personali invece di una discussione sulle idee che mi chiedo cosa nasconda…non ne ho idea ma l’impressione è che la trasformazione delle AIM in una SA celi interessi finanziari e politici non di poco conto. Ci sarà chi, da questa privatizzazione, trarrà vantaggi politici e personali di cui non voglio essere parte. Se anche voi siete per la trasparenza, per la produzione energetica locale e per l’idea che i servizi pubblici devono restare… pubblici, votate NO alla privatizzazione delle AIM il 5 marzo
(“L’acqua non verrà privatizzata”, è il lapsus sfuggito più volte che conferma di cosa in realtà si tratti quando si parla di SA, in barba ai proclami che “tutto resterebbe in mano pubblica”!). 

 

Claudia Crivelli Barella, consigliera comunale per I Verdi