GIOVANI VERDI TICINO

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Il programma delle Giovani verdi del Ticino

Giovani Verdi – Documento programmatico

Per rendere la lettura più scorrevole non sono stati apportati * o altre specifiche di genere. Ogni termine maschile va pertanto inteso come ugualmente valido al femminile.

 

Una politica collaborativa

Fondiamo i nostri rapporti interpartitici sulla base della collaborazione e della difesa delle cause comuni. Appoggiamo in particolar modo i partiti di Sinistra, con i quali intendiamo creare delle strette collaborazioni, nonché appoggiarne le iniziative da noi condivise. Intendiamo inoltre rimanere aperti per quanto riguarda la Destra, sensibilizzando riguardo le tematiche per noi cruciali, come la difesa dell’ambiente e delle minoranze.

Chiediamo inoltre che l’amministrazione pubblica sia trasparente e che tenga fede al proprio mandato senza venir meno ai suoi impegni, soprattutto alla luce dei recenti fatti.

 Nei fatti

·         Portare avanti le collaborazioni, in particolare con gli altri partiti giovanili, come la GISO o i Giovani Comunisti.

 

Un impegno sociale a favore di tutt*

Ci impegniamo a favore di quei gruppi sociali che il sistema ancora esclude o discrimina per rapporto alla società borghese. Ci battiamo affinché tutti possano godere dei diritti fondamentali (civili, economici e politici) che, in quanto a esseri umani, gli spettano. Una particolare attenzione è posta nei confronti delle donne, delle comunità LGBTQ+, dei residenti che non hanno ancora ottenuto la cittadinanza svizzera e dei giovani. In tal senso l’attenzione è rivolta anche a chi non risiede sul territorio Svizzero, ma subisce le nostre decisioni, spesso economiche, come quelle riguardanti il commercio di armi o l’operato delle multinazionali.

 Nei fatti

·         Sosteniamo il diritto di voto e di elezione a partire dai 16 anni.

·         Chiediamo di modificare la legge sull’esercizio dei diritti politici elargendo il diritto di voto agli stranieri che risiedono da parecchi anni in Ticino. 

·         Chiediamo un ammorbidimento delle procedure di naturalizzazione, specialmente per le seconde generazioni.

·         Sosteniamo tutte le iniziative volte a aiutare le donne a superare le discriminazioni del mercato del lavoro, di genere etc. partendo dalla sensibilizzazione scolastica fino alla creazione di asili nido.

·         …

 

Un’economia solidale e del lungo termine

Siamo persuasi dall’idea che l’economia capitalista abbia creato disuguaglianze insostenibili, accentuando sempre di più il divario tra super ricchi e poveri, residenti e stranieri, occidentali e “gli altri,” donne e uomini, proprietari e lavoratori, etc. Ha inquinato e esaurito le nostre risorse vitali, che peraltro chiama capitale naturale, lasciando intendere che su acqua, vento, legno, petrolio etc. ci si debba lucrare. 

Un’economica che gioca al ribasso sui salari, permette la delocalizzazione delle imprese per avere agevolazioni fiscali e costi inferiori. Insomma, un’economia di stampo liberista che sta tramandando e che deve essere superata al più presto.

 Siamo quindi conviti che il modello economico attuale debba essere superato e ci impegniamo a favore di un’economia più verde, solidale e sociale. Un nuovo modello economico in cui si crea benessere - sociale e ambientale - a favore di tutti, senza esclusioni. Un’economia nuova che rispetta la natura e i lavoratori, in cui si lavora, ma si vive anche in maniera dignitosa e che offre il tempo necessario per coltivare appieno i propri interessi.

 Nei fatti

·         Sosteniamo l’introduzione di un salario minimo dignitoso di 21.50 CHF.

·         Sosteniamo i principi dell’economia circolare e del zero waste, siamo quindi a favore dell’abolizione delle plastiche monouso e della progressiva sostituzione delle plastiche in generale con materiali biodegradabili e riciclabili.

·         Sosteniamo l’introduzione di un reddito di base incondizionato.

·         Puntiamo all’aumentare la percentuale della sostenibilità ecologica e sociale nella legge sugli appalti pubblici.

·         Sosteniamo e valorizziamo i piccoli commerci locali, la vendita diretta, i negozi di seconda mano e le associazioni che si occupano di recuperare e distribuire il cibo in eccesso con lo scopo di bypassare la grande distribuzione e il consumismo sfrenato.

·         Puntiamo alla promozione di attività (economiche, culturali, naturalistiche) nelle valli, anche a carattere commerciale (botteghe di paese), per cercare di anticipare lo spopolamento e per frenare i movimenti pendolari

·         Regolamentazione della canapa (salute, combattere il mercato nero e tutte le sue atrocità).

·         Introdurre la settimana lavorativa di 35 ore e/o favorire il lavoro a tempo parziale.

·         …

 Una pianificazione territoriale virtuosa

La mobilità è uno dei grandi temi da affrontare nei prossimi anni in Ticino. Secondo noi è necessario potenziare la mobilità dolce nelle zone urbane (con piste ciclabili e zone pedoni) e sviluppare i trasporti pubblici. Crediamo inoltre nella necessità di dare un freno alla speculazione edilizia, ristrutturando gli edifici già esistenti (spesso sfitti) piuttosto che costruire nuove abitazioni. Vogliamo salvaguardare il nostro patrimonio territoriale, soprattutto per quanto riguarda i terreni agricoli, perché sono campi fertili che ci permetteranno di sostenere la nostra alimentazione locale e che se occupati da capannoni o centri commerciali non porteranno nessun tipo di benessere e sostentamento sul lungo termine. In più, crediamo nella necessità di ricreare un’economia di prossimità che promuova la condivisione e la collaborazione tra membri della collettività.

 Nei fatti

·         Pedonalizzare i centri urbani.

·         Chiediamo la gratuità dei mezzi di trasporto pubblici, che deve essere finanziata attraverso una tassa sui carburanti, così da disincentivare l’uso dell’auto a favore di altri mezzi di trasporto.

·         Sosteniamo il car-sharing

·         Prevedere la valorizzazione di tutte le zone del Ticino, anche quelle periferiche.

·         Incentivare l’acquisto e la ristrutturazione sostenibile di vecchi edifici sfitti (per evitare che ne vengano costruiti di nuovi e per ripopolare i vecchi nuclei, al fine di ricreare dinamiche di quartiere di sostegno reciproco).

·         Slow up: una domenica al mese senza auto dove invece vengono offerte varie attività sportive.

 

Una collaborazione rispettosa con la natura

Noi ci battiamo per salvaguardare il nostro patrimonio naturale, composto tra le tante cose anche da animali, insetti, anfibi e pesci, così come da fiumi, laghi e prati. L’attuale sistema alimentare è sbilanciato, perché sfrutta in modo sregolato le risorse e consuma eccessivamente prodotti di origine animale e industriale. Sosteniamo di conseguenza l’importanza di un’alimentazione sana ed equilibrata che sia al contempo la più sostenibile possibile sul piano sociale e ambientale. Una profonda riflessione sul consumo di carne e sullo sfruttamento degli animali deve essere portata avanti sin dalle scuole dell’infanzia. Laddove le condizioni territoriali e climatiche lo permettono, andrà privilegiata la produzione agricola di proteine vegetali. Puntiamo a un tipo di economica che abbraccia l’ambiente e non lo sfrutta. Le iniziative destinate all’autoproduzione alimentare vanno sostenute e rafforzate, a cominciare dalla possibilità di coltivare nell’ambito di orti urbani e orti collettivi. Vanno premiate le aziende che si impegnano a produrre e acquistare in maniera sostenibile sul territorio evitando l’utilizzo di

prodotti chimici.

 Nei fatti

  • Chiediamo più attività all’aperto per le scuole (rivitalizzazione di quelle che erano le aule nel bosco)

·         Puntiamo alla promozione di attività didattiche legate alla natura anche nelle scuole post obbligatorie (per es orti collettivi presso i vari licei/commercio/arti e mestieri…)

·         Puntiamo alla promozione di un turismo responsabile e sostenibile (più valorizzazione del patrimonio paesaggistico, culturale e gastronomico e meno progetti ad alto impatto Crediamo che le mense scolastiche non debbano offrire un menu di carne e derivati animali tutti i giorni.

·         Iniziative per promuovere l’autoproduzione.

·         Chiediamo l’abolizione dei fertilizzanti e dei pesticidi.

·         …

 Una politica energetica rinnovabile

Per rientrare nei patti stretti nell’Accordo di Parigi dobbiamo contrastare l’aumento delle temperature e limitare le emissioni di CO2 il più possibile. I Giovani Verdi sostengono questa importante sfida e vogliono promuovere tutte le iniziative volte a instaurare le energie rinnovabili all’interno del nostro sistema. Entro il 2050 la produzione di calore e di elettricità dovrà essere basata per il 100% su fonti rinnovabili e la mobilità sarà collettiva, elettrica o dolce.

 Nei fatti

·         Promuovere misure di efficienza energetica. Ampliare il programma di risanamento energetico degli edifici: strumenti fiscali e sussidi.

·         Introdurre strumenti finanziari per scoraggiare l’utilizzo di fonti energetiche fossili.

·         Introdurre l’obbligo di installazione di pannelli solari (fotovoltaici o termici) su ogni

costruzione (nuova e vecchia) che abbia un’esposizione/soleggiamento almeno sufficiente, e proibire a lungo termine l’installazione di sistemi di riscaldamento a gasolio e gas fossile.

·         Promuovere sistemi di stoccaggio dell’energia elettrica rinnovabile.

·         Promuovere la mobilità elettrica alimentata con fonti energetiche rinnovabili (ad es con riduzione della tassa di circolazione) e proibire a medio termine la vendita dei veicoli a benzina, diesel o gas fossile. Potenziare la disponibilità di servizi di biciclette normali/elettriche pubbliche

·         Vendere tutte le partecipazioni a centrali nucleari (Francia) o fossili (Lünen) di AET.

 

 Una formazione per la crescita personale

A livello formativo intendiamo favorire una formazione che permetta allo studente di essere correttamente introdotto alla cosa pubblica, nonché trasmettere un’educazione civica che non si limiti agli aspetti teorici, ma che istruisca il giovane ad essere un buon cittadino tramite lo sviluppo di uno spirito critico di analisi. Nella prospettiva di una società sostenibile, la scuola deve trasmettere il rispetto della diversità (biologica e culturale), favorire lo sviluppo degli individui nella differenza, stimolare esperienze di cooperazione e solidarietà sociale.

 Nei fatti

·         Crediamo nella necessità di creare lezione di “politica”

·         Accesso gratuito per studentesse e studenti ai media online

·         Introduzione di materie per la crescita personale e l’aiuto alle relazioni in tutti i livelli di scuola (obbligatori e non): più comunicazione non violenta, più valorizzazione delle qualità diverse di ognuno.

·         Rafforzare i campus universitari ticinesi (es. contrastare la fuga di cervelli e creare reali e attrattive opportunità lavorative in Ticino).

 

 

Statuto delle Giovani Verdi del Ticino

 Al fine di rendere la lettura più scorrevole non sono stati apportati * o altre specifiche di genere: per questioni di maggioranza, il presente statuto è stato scritto in forma femminile. Ogni termine femminile va pertanto inteso come ugualmente valido al maschile.

 1. Nome e sede

1 Le giovani verdi del Ticino (di seguito giovani verdi) sono un movimento ecologista, senza scopo di lucro, costituito in associazione ai sensi degli art. 60 e segg. CCS.

2 La sede è a Bellinzona.

 2. Scopo

1 Le giovani verdi promuovono una politica ecologica e sociale che miri ad una società più equa e con minor impatto ambientale, i cui obiettivi sono specificati nel documento programmatico. Nell’attività del movimento, un’attenzione particolare è riservata alle problematiche giovanili, al rispetto e allo sviluppo armonioso delle generazioni future, e alla creazione di sinergie con altre associazioni giovanili e/o ambientaliste. Le giovani verdi sensibilizzano e mobilitano sia in ambito istituzionale sia al di fuori dei consessi politici classici.

2 Le giovani verdi della Svizzera Italiana sono una sezione indipendente dei giovani verdi Svizzeri.

 3. Membri

1 È aderente al movimento chi ha un’età inferiore ai 35 anni, condivide il presente statuto e paga la quota sociale annua ai Verdi del Ticino.

2 La qualità di aderente decade con le dimissioni, con il mancato pagamento della quota sociale o con l’espulsione.

3 Le aderenti hanno il dovere di rappresentare gli interessi del movimento delle giovani verdi.

 4. Finanziamento

1 Il movimento si finanzia con le quote sociali, le sottoscrizioni, le donazioni, i lasciti, il provento di manifestazioni o pubblicazioni.

2 Le aderenti al movimento non rispondono personalmente dei debiti sociali.

 5. Diritto di voto e maggioranza

1 Ogni aderente ha diritto di voto non delegabile.

2 Le decisioni sono adottate a maggioranza semplice dei voti espressi dalle persone presenti, salvo in caso di modifica degli statuti e di scioglimento del movimento dove è richiesta una maggioranza qualificata di due terzi delle persone presenti. All’interno del Comitato, in caso di assenza è possibile far pervenire il proprio voto via e-mail o canali simili.

3 A richiesta dei due terzi delle persone presenti, si può deliberare su oggetti non contemplati dall’ordine del giorno.

4 Se richiesto da almeno un quarto delle persone presenti, la votazione deve avvenire a scrutinio segreto.

 Organi statutari

6.  Riunione Assemblea

1 L’ Assemblea è l’organo supremo delle giovani verdi. Viene convocata in seduta ordinaria una volta all’anno dal Comitato; in seduta straordinaria, su richiesta di un quarto delle sue aderenti oppure del Comitato.

2 L’Assemblea viene convocata in forma elettronica, con annesso ordine del giorno, con almeno un mese di anticipo, ridotto a 7 giorni in caso d’urgenza.

3 Le competenze dell’Assemblea sono:

§  approvare lo statuto e le sue modifiche;

§  stabilire e aggiornare il documento programmatico;

§  elegge la portavoce;

§  confermare la partecipazione alle elezioni cantonali e federali;

§  approvare, con facoltà di modifica seduta stante, le liste o i nominativi delle proprie rappresentanti ospiti su altre liste;

§  eleggere il Comitato nonché le proprie rappresentanti in seno ai Verdi del Ticino;

§  elegge le proprie rappresentanti all’Assemblea dei delegati dei giovani verdi svizzeri;

§  decidere sui ricorsi che le pervengono;

§  nominare una revisora dei conti;

§  approvare i conti del movimento;

§  sciogliere il movimento.

 7. Comitato

1 Il Comitato è eletto annualmente dall’Assemblea. Si compone di almeno cinque persone e al massimo di nove. Nella scelta delle persone che compongono il Comitato, deve essere prestata particolare attenzione alla rappresentanza geografica e di genere.

2 Il Comitato si convoca da sé. Le sedute sono aperte a tutte le aderenti ai giovani verdi. Hanno diritto di voto solo le persone elette in Comitato. La partecipazione di persone esterne al movimento deve essere condivisa da coloro che sono presenti.

3 Il Comitato esegue le decisioni dell’Assemblea e guida il movimento. In particolare:

§  nomina al proprio interno la sostituta portavoce;

§  nomina al proprio interno la cassiera

§  convoca la Riunione e ne fissa l’ordine del giorno;

§  adotta le misure politiche urgenti;

§  decide e organizza azioni ed attività;

§  prende posizione su votazioni federali, cantonali o comunali di importanza cantonale;

§  promuove e mantiene il contatto con i giovani verdi svizzeri, con i Verdi del Ticino e con altre formazioni politiche e sociali con scopi simili e compatibili con i propri;

§  promuove la collaborazione interpartitica

§  pronuncia per iscritto l’espulsione di un’aderente.

§  si occupa di gestire la comunicazione esterna e interna (social, comunicati stampa)

 8. Scioglimento

1 Lo scioglimento del movimento può essere deciso solo dall’Assemblea con una maggioranza di due terzi delle persone presenti.

2 L’Assemblea decide a chi devolvere l’eventuale patrimonio del movimento.

 Per quanto non è previsto dal presente statuto fanno stato le disposizioni del Codice Civile Svizzero.

 Il presente statuto è stato approvato dall’Assemblea costituente il 23.03.2019 ed entra immediatamente in vigore.