74. Fabrizio Prospero

28.09.1968, Serravalle - ai Ronchetti, 6713 Malvaglia

Alle FFS dal 1985, attualmente lavoro a Bellinzona al Centro di comando come regolatore della circolazione dei treni.

Sono municipale (essendo subentrato per la lista GASVI a fine aprile 2010) del comune di Malvaglia.

Sono inoltre segretario dell’Associazione Stralisco di Malvaglia, associazione che si occupa del reinserimento di ragazzi con problemi di integrazione nella società (www.stralisco.ch). Infine, mi occupo delle finanze del Velo Club Tre Valli di Biasca per il quale collaboro in qualità di allenatore part-time.

Nel mio tempo libero cerco di praticare alcuni sport di resistenza, come il ciclismo e lo sci di fondo; anche il nuoto mi appassiona, e cerco di fare delle passeggiate in montagna appena arriva l’autunno. Se mi resta ancora tempo cerco di suonare il pianoforte e mi dedico alla lettura di una montagna di libri…

A 20 anni ho cominciato a girare il mondo sul serio, e per alcuni lustri (con delle pause lavorative…, beninteso), ho vagato per i meandri del nostro globo, perlustrando tutte le paludi visibili e invisibili. Ad un certo punto mi si è accesa una lampadina verde nel micro-cervello che mi ritrovo e mi son deciso a dare il mio personale contributo per il bene dell’umanità: la mania del riciclaggio mi ha colpito come un cancro, tanto da sentirmi obbligato a togliere le grafes dai fogli di carta prima di buttarli via…; ho venduto la mia auto e per 6 anni ne ho fatto senza, consumando più di una suola di scarpe, poi, purtroppo, il lavoro a turni mi ha costretto a comprarne un’altra (di macchina, beninteso).

Chissà se un giorno diventassi granconsigliere? Già il termine mi spaventa: sembra fuoriuscire da un film di fantozziana memoria… Essere eletto non vuol dire aver vinto: al contrario, è solo l’inizio, il punto di partenza di una strada che deve portare a convincere coloro che ti hanno dato fiducia a poter dire, alla fine, ecco, questo voto è stato ben attribuito!

Idee non mi mancano, ma se c’è qualcosa che mi sta veramente a cuore è il fatto di cercare di contrastare questa malsana idea di grandezza che vibra nella testa di molti nostri compaesani: con il falso credo della crescita continua e del profitto ad ogni costo, il nostro cantone si sta allontanando dall’obiettivo di una società a misura d’uomo.

Sì che si può!