89. Pierluigi "Pierre" Zanchi

29.04.1959, Locarno

Nato nel 1959, domiciliato a Locarno, Gerre di Sotto (Piano di Magadino, sponda destra).

Importato a 2 anni da una valle bergamasca; cresciuto a Tenero, da nonni e genitori ex contadini poi operai. Ginnasio a Locarno, cuoco, cuoco in dietetica, AF in gastronomia, tecnico in nutrizione umana (quest’ultima formazione svolta in Africa).

Nel 1988 creo un'azienda artigianale d’alimentari bio (tigusto SA); affianco corsi di cucina e insegnamento professionale per 17 anni alla SPAI di Trevano. Otto anni in comitato dell’associazione agricoltura ecologica; co-fondatore e per otto anni vice-presidente della Cooperativa ConProBio (creata senza un franco di capitale, attualmente permette di lavorare a 16 persone a tempo parziale e a una quarantina di produttori bio locali di vendere alimenti biologici direttamente a più di 1400 famiglie in Ticino).

Nei Verdi da più di un ventennio e un breve periodo da coordinatore; membro di comitato cantonale e sezionale; consigliere comunale a Locarno e Gran Consigliere.

Sono attivo in progetti di aiuto allo sviluppo (ecologico) in Africa.

Non sono sposato; ho un figlio (Gioele, nato nel 2003), il progetto e la speranza più importante.

Con la tigusto SA ho realizzato vari sogni come quello di dimostrare che la felicità di vita, nel lavoro e nelle relazioni con gli altri, è possibile e a portata di mano; l'impegno non è indifferente ma i risultati sono ampiamente gratificanti; inoltre, è possibile (e fondamentale per qualsiasi attività) conciliare tre criteri per la nostra qualità di vita e prioritari da tradurre anche in qualsiasi atto politico: ecologia, economia e socialità sostenibili, trovando soluzioni facili e fattibili ad aspetti apparentemente inconciliabili come quelli appena citati.

Ritengo che il buon senso e il sapersi accontentare sono basi fondamentali per rendere la vita di tutti noi più giusta e dignitosa sopratutto nei confronti di chi non ha la stessa fortuna o le stesse opportunità; per cui giustizia, libertà e democrazia non possono realizzarsi e mantenersi se non tramite una migliore e più equa ripartizione di tutte le ricchezze che l’unico pianeta ci offre e sul quale viviamo.

Ciò implica un lavoro importante soprattutto su se stessi, prima in ambito privato, per poi saperlo portare a livello di scelte politiche comunitarie. Senza questo tipo di approccio il nostro modo di far politica sarà unicamente legato a varie e continue forme di potere e dipendenze, inconciliabili con gli obiettivi di una sana gestione politica del bene pubblico, le risorse disponibili (non infinite o rinnovabili) e la ricerca di qualità di vita degna di questo nome.

A livello cantonale e svizzero mi impegno per un reddito di cittadinanza incondizionato (vedere www.bien.ch).