Gardenghi Cristina

27.Cristina Gardenghi 3.jpg

Gardenghi Cristina - 01.02.1995 - Acquarossa (Motto)

Ciao! Mi chiamo Cristina Gardenghi, ho 24 anni e faccio qua e là tra Valle di Blenio e Oltralpe da oramai quattro anni e mezzo a causa dei miei studi. Prima un anno “di prova” a Neuchâtel, poi tre anni nella mitica Losanna, e da settembre la grande Zurigo, dove ho cominciato un master in ingegneria ambientale presso l’ETH. Mi piace molto passeggiare per prati e boschi, incontrare amiche e amici davanti ad una bella birra o una buona cena, occuparmi dell’orto, sciare, scarabocchiare sul mio taccuino dei disegni, fare esperimenti di autoproduzione domestica.

Da sempre ho un particolare attaccamento al territorio in cui sono nata e cresciuta, la bellissima Valle di Blenio, che mi ha portata a sviluppare una particolare attenzione verso la natura e la protezione dell’ambiente e delle risorse autoctone. Ciò ha sicuramente influito sulla scelta del mio percorso formativo, decidendo di fare dell’ambiente la mia professione.

Durante gli studi e le attività associative collaterali, ho avuto modo di approfondire diversi temi legati alla crisi climatico-ambientale, ma anche di scoprire modi alternativi di interagire con le persone, con il cibo e con la natura. Tutto ciò mi ha fatto realizzare che vivere pesando un po’ meno sull’ambiente e sulle persone è possibile, e a volte basta davvero poco. Per poter far in modo però che questo “poco” sia effettivo, mi sono resa sempre più conto della necessità di un cambiamento anche a livello politico-economico, e dell’importanza di un altro tipo di investimento personale. Così, quando mi si è presentata l’occasione di entrare nel mondo politico attraverso i Verdi del Ticino, ho accettato la sfida.

Le mie priorità per quanto riguarda il dibattito cantonale sono la protezione dell’ambiente e del territorio, l’evoluzione di una società più giusta ed egualitaria e la transizione verso un sistema economico maggiormente rispettoso di persone e risorse, compatibile con i limiti planetari.

Per quanto riguarda la protezione dell’ambiente e del territorio, è necessario far fronte il più presto possibile agli effetti già presenti del surriscaldamento climatico e ideare strategie per potersi adattare a quelli che verranno in futuro. Bisogna inoltre trovare urgentemente delle soluzioni concrete per fermare il degrado di fiumi e laghi, della biodiversità, del paesaggio e dei suoli indotto dall’attività umana (si pensi alle microplastiche nel Ceresio, le polveri fini nel Mendrisiotto, le rive di fiume e ruscelli infestate ed erose dal Poligono del Giappone).

Dal punto di vista sociale, bisogna offrire un sistema lavorativo che sia in grado di soddisfare la domanda di posti di lavoro (soprattutto per noi giovani!) e di garantire una qualità di vita dignitosa. Per combattere precarietà e attrattività dell’attività lavorativa occorrono un salario minimo e un appianamento delle disparità salariali tra canton Ticino e resto della Svizzera, tra lavoratori frontalieri e autoctoni, tra donne e uomini. La conciliazione tra attività lavorativa e famiglia deve diventare una realtà effettivamente praticabile: occorre promuovere il lavoro a tempo parziale o da casa, potenziare strutture come asili nido e mense scolastiche, aumentare i giorni di congedo pagato per occuparsi dei propri figli.

In un’accezione più ampia di giustizia sociale, è l’ora di prendersi le proprie responsabilità a livello di migrazioni e fare di più per ridurre il peso della nostra società su queste popolazioni nel loro paese di origine, ad esempio promuovendo un sistema di consumo più etico (“Essi vanno dove il loro denaro, la loro acqua e il loro cibo è andato a finire”) e impedendo la vendita di armi in paesi in conflitto.

Un’economia circolare che rispetti e rivalorizzi le risorse, che abbia cura del nostro territorio e che premi le aziende socialmente ed ambientalmente virtuose è un obiettivo inevitabile per garantire il bene comune a lungo termine.

Il Ticino è un cantone fatto di tante piccole realtà eterogenee, ma che hanno interessi e problematiche comuni: parliamoci di più, uniamo sforzi e intenti per un futuro sostenibile e sicuro.